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Canoa Club Verona
Attività:
Da oltre 50 anni il Canoa Club Verona:
• forma atleti e tecnici che hanno rappresentato l’Italia nelle più grandi manifestazioni internazionali, campionati Europei, Mondiali e Olimpiadi.
• domina le classifiche nazionali sia a livello individuale che a squadre, vincendo consecutivamente lo scudetto dalla prima edizione fino al 2005.
• avvicina alla canoa i più giovani all’interno del proprio Centro Avviamento allo Sport
(CAS-CONI)
• propone ai diversamente abili uno sport senza barriere
• da decenni, organizza gare a livello nazionale ed internazionale in Val di Sole sul fiume Noce e da due anni, in collaborazione con il C.C.
Pescantina, la più imponente delle maratone internazionali.
• è “operativo” con la Protezione Civile per interventi sul fiume, con i propri associati, le guide
A.IRAF. e i maestri F.I.C.K.
• offre annualmente alla cittadinanza, il “canoa-taxi” dando la possibilità a tutti di riscoprire la propria città vedendola dal fiume.
• ogni carnevale accompagna sull’Adige Reboano e la sua corte assieme alle maschere veronesi, per la gioia dei più piccini.
• crea suggestione e un momento di fascino fiabesco sul fiume, organizzando fiaccolate notturne nelle calde notti d’estate.
• è attenta sentinella del fiume per tutte le problematiche ambientali collaborando con
l’Amia per la pulizia del fiume, e con il Corpo Forestale dello Stato segnalando casi d’inquinamento.
Statuto
La
digitalizzazione del primo Statuto del Canoa Club Verona è stata un'impresa che
merita due righe di narrazione.
Partendo da
un'originale che "non esisteva", tra le quattro mura della Dogana materiali
facilmente deperibili come la carta hanno vita breve!
Si sono passati al tappeto i notai di Verona, fino a scovare
chi aveva le "carte" che cercavamo.
Purtroppo le uniche cose
che avevano archiviato (a quei tempi non esisteva la fotocopiatrice) erano le
matrici originali del ciclostile.
Qualcuno ha una vaga idea di cosa siano? Bisogna avere almeno
60 anni per capire di cosa sto parlando.
La matrice
del ciclostile era composta da due fogli sovrapposti, uno di carta assorbente
dove passava l'inchiostro, e l'altro era una velina rosa, uniti in alto da un
cartone punzonato che serviva da dima.
Si metteva il tutto nella macchina da scrivere, e digitando
con una certa energia si perforava la velina.
Montando poi la matrice in un macchinario a tamburo,
rigorosamente a manovella, ciclicamente, ad ogni giro, uscivano le copie che si
inchiostravano attraverso l'originale.
Tornando ai
nostri originali, le delicatissime matrici, le abbiamo fotocopiate su fogli
trasparenti (erano speculari) poi girato l'originale per una nuova copia, et
voila' tutto si raddrizza, e alla fine una scansione
ordinaria.
Purtroppo
non c'è stato verso di trasformalo in file di testo, nessun OCR dava risultati
soddisfacenti, e si perdeva del tutto la bellezza del documento, e quindi ne
pubblichiamo le immagini e non il testo.
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