Nazione: Italia Regione: Toscana Livello H20: poca Difficoltà: II°- III° Imbarco: al ponte di ferro a monte del paese di Fabbriche di
Casabasciana, sponda destra Lunghezza: 6 km. Sbarco: a Bagni di Lucca, località Ponte a Serraglio, nei pressi dell'ex
casinò, sponda destra
Ci imbarchiamo quando la diga molla l'acqua il livello rimane comunque basso.
Discesa senza problemi, il tempo bigio e piovoso non ha reso particolarmente
piacevole la discesa.
La nota di rilevo più importante, è sottolineare la
crescita canoistica del gruppo in quanto alcuni, pur avendo l'anno precedente
disceso il fiume con difficoltà ed in ansia oggi si sono ritrovati a loro agio
anche nell'affrontare il passaggio più impegnativo del torrente alla diga rotta…
...evvvai…..!!!!!
Torrente LAMONE
14 aprile 2002
Nazione: Italia Regione: Toscana Livello H20: basso Difficoltà: III° - IV° (V°) Imbarco: Località Valbura a valle delle grandi cascate presso un ex
allevamento di trote Sbarco: ad un ponte fatto di tubi prima del paese di Biforco Lunghezza: 5,5 km.
Partecipanti: Massimo (Lussi), Andrea detto Jhon (Lussi), Piero (Lussi), Zive
(Lussi), Andrea (E.K.), Paia (E.K.), Stefano (E.K.).
Stefano si aggrega al nostro piccolo gruppo solamente alle 8:30 avvertito dal
Naza dei nostri programmi dell'ultimo momento.
Torrente stretto, con livello
acqua basso ma sufficiente per fare una discesa. Visto dall'alto sembra più
difficile ma una volta scesi in acqua ci si rende conto che le difficoltà non
superano il III°.
Solamente un paio di passaggi raggiungono forse il IV°,
soprattutto un lungo toboga superato da tutti agevolmente. Ci impegna un po' di
più il "gran salto" V°, un passaggio in forte dislivello circa 10m. Con salto
finale di circa 3m.
Il tempo è variabile, diluvia, neanche farlo apposta
quando sbarcati dobbiamo cambiarci. Ci cambiamo allora dentro ad una casa in
costruzione poco lontano.
Al ritorno per movimentare la giornata ci dirigiamo per la strada statale verso
Imola proprio al momento dell'uscita del pubblico che aveva assistito al gran
premio di F1. Un ora di coda.
Grazie Luca !!!!!!!!!!!!!!!
Fiume TORRE
21 aprile 2002
Regione: Friuli Venezia Giulia livello H20: basso Difficoltà: III° - IV° Imbarco: A Vedronza, sulla riva sinistra di fianco ad un piccolo
affluente Sbarco: Alla diga di Sedilis, prima del paese di Tarcento, sulla sn. C'è
una scaletta prima della diga. Lunghezza: 4 km.
Partecipanti: Zive (Lussi), Jhon (Lussi), Andrea (E.K.)
Jhon: 2 bagni
Si arriva fino a Tolmezzo per vedere se c'è acqua sul fiume Chiarsò, situazione
negativa, poi cambiamo valle e siamo sulle rive del Degano, secco incendiato.
Rinunciamo e ci dirigiamo verso Udine sul fiume Torre. …" Merita di essere
disceso per la purezza delle acque, Questo tratto scorre in gola per tutto il
suo percorso e discendendolo si ha la sensazione di galleggiare nel vuoto e non
sull'acqua tanto questa risulta limpida"… (Gatti-Pedroletti 101 itinerari di
canoa fluviale).
Le difficoltà si incontrano nella rapida iniziale dell'imbocco
della forra. Passaggi stretti da ispezionare. A metà rapida indispensabile un
trasbordo per la presenza di un sifone e del catino ricettivo basso di un salto.
Il Jhon va a bagno perde la pagaia che si incastra tra due sassi e viene
recuperata poco dopo dallo stesso. Ancora un passaggio discretamente impegnativo
che Jhon trasborda e il fiume diventa di II° fino allo sbarco. Ci aspettavamo di
più, ma una discesa vale la pena, in modo particolare per la limpidezza
dell'acqua.
Fiume
SOCA (La solita....) 25-28 APRILE
2002
nazione: Slovenia
CANOISTI: Nino, Claudio, Paolino (gemello), Paolone (Forza della Natura),
Paolo (Kendo), Damiano (Giulio), Simone, Raffi, Giorgio, Robi.
NON CANOISTI: Gabri, Lola, Monica, Stefania.
QUASI CANOISTI: Cristina (Crediciiii!)
GIORNO 1 - LE CAVE
Giornata all'insegna del viaggio e delle code (è il 25 aprile). Partenza
ore 9.30 dalla Dogana, quella dei Filippini, non quella slovena. Abbiamo un'ora
di anticipo perché non viene la Silvia (peccato), ma recuperiamo a Mestre dove
si blocca tutto.
Arriviamo a Trnovo, scarichiamo valigie e personale non-canoista, e via subito
alla partenza delle cave.
Acqua a livello medio basso. Paolone viene subito inghiottito dal buchetto
di sinistra, che lo risputa privo di canoa; recuperato sano e salvo si
esibisce nel primo di una lunga serie di 'straporco!!'.
A metà rapida scende in corsa dalla canoa anche Paolino, tradito da un
sasso affiorante. Il sottoscritto, impegnato nel recupero di una pagaia
vagante si incravatta, si libera, si rovescia, tenta l'eskimo con due
pagaie in mano (ma chi sei???), fa il bagno e infine si autorecupera.
Come esordio non c'è male.
Essendo praticamente già successo tutto nei primi dieci minuti, per il resto
della discesa non succede quasi nulla. Fiume stupendo (come sempre), acqua verde
e sole in cielo.
Finiamo con un pezzo di campo gara e poi tutti a casa Fon.
Cena e nanne.
GIORNO 2 - LE CAVE (REMIX)
Andiamo a vedere il livello della Koritnica, decidiamo che è bassa,
torniamo alle cave, ma con partenza da Serpeniza (Srepenica).
Le cose vanno decisamente meglio di ieri, il tratto di riscaldamento prima
delle cave dà buoni risultati e tutti completano la discesa con
soddisfazione. Surf e candelette per (quasi) tutti.
La Raffi, in prova con canoa super corta (Showdown), dichiara di aver fatto
almeno metà discesa a testa in giù: poco male, l'acqua cristallina offre
ottima visibilità e poi, via, è tutto allenamento per l'eskimo.
Giunti al laghetto del campeggio, Cristina monta in canoa e viene fatta oggetto
delle cure didattiche del Nino, che con il solito metodo (urla a manetta), le
spiega i fondamentali del traghetto, entrata in morta, appoggio basso,
eccetera. La ragazza dimostra stile: obbligatorio non mollare.
Alla sera cena alla curva, con odori e sapori di Slovenia.
Più tardi si mette a piovere e non smette più.
GIORNO 3 - LE GOLE BASSE
Si uniscono al gruppo Paolo Kendo e Damiano, giunti nottetempo dall'Italia.
Piove parecchio, si va a vedere il livello della Koritnica (ormai è una
sorta di pellegrinaggio). Giorgio decide per tutti che è ora di andare alle
Gole basse, quindi dietrofront, via, ci si prepara e si va.
Raggiungere l'imbarco è già una mezza conquista: arrivano tutti
semidistrutti. Continua a piovere.
Il livello è altino (40 all'idrometro di Kobarid), ma nessuno se ne accorge
perché per molti è la prima volta e chi le ha già fatte non si ricorda.
Solo il perfido Giorgio, che aveva fatto il fiume poche settimane addietro, a
Pasqua, si accorge di qualcosa, ma non fiata.
Si parte!! Rapide ondose e guidate, 'esse' veloci e saltini un po' ovunque.
Bello!
Alla rapida centrale si scende per ispezionare. Passiamo il primo salto a
destra, qualcuno lo trasborda e si reimbarca sotto la prima morta. Damiano
e Giorgio silenziosi scendono per primi e si fermano in fondo a far sicura.
Rapida ondosa, bella e con vari buchi.
Nino e Claudio serrano alle costole Paolino, che se la cava egregiamente,
dimostrando di non gradire i sassi ma di non temere i 'buconi'. Paolone
trasborda la rapida per due terzi (anche troppo bravo, davvero) e poi si
pianta nel buco finale: deciditi a tirare quel benedetto eskimo!! (che lo
sai già fare).
Giorgio, guida teorica più che pratica, sopporta i caustici commenti sul
livello del fiume e dichiara candidamente di non riconoscere nemmeno
un'onda.
Il mitico Kendo si dichiara "orgoglione di aver fatto il rapidone", poi si
rilassa e si autoaffonda due rapide più sotto, in un saltino scemo, perdendo la
pagaia, subito recuperata.
Si prosegue, con difficoltà decrescenti, fino all'arrivo, al ponte di Kobarid,
dove ci esibiamo in varie foto di gruppo.
Alla sera brllante cena autogestita nella cucina di casa Fon (grazie a tutte le
non-canoiste, Gabriella, Lola, Monica e Stefi). Kendo e Damiano, in piena forma,
si esibiscono in performance cabarettistiche, rischiando di far affogare nelle
risate il Robi e la Cristina, che passano la cena praticamente in
apnea. Memorabile.
GIORNO 4 - LA KORITNICA
Ha smesso di piovere, il livello è basso, ma oggi tocca a lei, la Koritnica.
Scendiamo in tre gruppi fino alla morta prima della goletta.
La Raffi guarda Paolone, gli dice 'seguimi!', poi percorre la prima rapida in
retromarcia, lasciando a sè stesso l'allibito Paolone (mai fidarsi delle donne).
Il Robi guarda bieco la goletta iniziale, memore di un antico trasbordo, deciso
a lavare l'onta di allora.
Il Kendo, in ricordo di vecchi bagni, parte senza indugi "par cavarse el pensier".
Alla fine tutti, tranne Paolino, passano disinvolti. Le non-canoiste guardano
dall'alto della goletta, prendendo il sole.
Discesa bella e senza problemi, se non per le cravatte di Paolino che dichiara
fermamente di non sopportare i sassi.
Il Nino arriva senza voce a forza di urlare comandi.
Paolone fa un bagno nella rapida del ponte e con disinvoltura si autorecupera
dal perfido 'busetto'.
Divertimento generale a dispetto di un livello d'acqua scarsino.
Sbarco da 'Prijon', carico di canoe, canoisti e non, e poi tutti a casa.
Arrivederci Slovenia.
Fiume SERIO 5 maggio 2002
Nazione: Italia Regione: Lombardia Livello H20: medio-alto Difficoltà: III° - IV° Imbarco: Dopo il paese di Valbondione proseguire per 2 km. lungo il fiume
poi fino alle cascate, scendere per una stradina non asfaltata sulla sx fino ad
un ponte imbarco riva sx Sbarco: dopo il paese di Valbondione ad un ponte sulla riva dx Lunghezza: 3 km.
Partiti molto tardi al mattino ore 9:40, tutti i fiumi del nord Italia sono in
piena, siamo indecisi fino all'ultimo se andare in Liguria sul torrente Gordana
o sul Fiume Serio nell'alto Bergamasco. Presa la decisione si discende il fiume
Serio tratto altissimo; alla vista della prima rapida Jhon e Lucchetto
rinunciano.
Belle rapide continue di IV° grado in discreta pendenza, molto
tecniche. Si incontrano alcuni salti naturali ed artificiali superabili
facilmente previa ricognizione.
Massimo smontato per indicare un passaggio non
blocca bene la canoa sulla riva che se ne va da sola per la rapida, per fortuna
il Zive la recupera. Al paese di Valbondione comincia a piovere e poi, quando
sbarchiamo per cambiarci inizia a nevicare. Freddo bestia.
Torrente ANZA
11 maggio 2002
Nazione: Italia Regione: Lombardia livello H20: medio alto Difficoltà: I° tratto : III°- IV° (due passaggi IV°+). II° tratto: IV°-
IV°+ (passaggi V°) Imbarco: I° tratto: sotto la centrale elettrica di Battiggio sponda dx.
II° tratto: sotto lo sbarramento (diga) di Molini sponda dx (possibile anche da
sx) Sbarco: I° tratto: allo sbarramento (diga) di Molini. II° tratto: ad un
ponte sospeso sul fiume dopo circa 2,8 Km. sbarco a sx, sentiero 20 min. a piedi
/ in macchina da Molini proseguire per 2,5 Km. in direzione di Castiglione,
capitello sulla dx sentiero che scende al fiume.
partecipanti: Lussi: Massimo, Luca, Piero, Marco
Extreme crakers: Andrea
Bagni: Luca 2 bagni 3 eskimi
Piero 2 eskimi
Siamo a pochi Km. dal confine Svizzero sopra il Lago di Maggiore, il tempo è
molto nuvoloso ma non piove, la temperatura è mite. Tutti i fiumi sono gonfi
d'acqua per le piogge persistenti dei giorni scorsi. Imbocchiamo la valle
dell'Anza direzione Macugnaga.
La valle è stretta ed il fiume scorre in una
profonda gola. All'altezza del paese di Molini presso una chiesetta (Madonna
della Gurva) ci fermiamo per guardare i primi passaggi delle meravigliose gole
dell'Anza. Finalmente iniziamo la discesa, l'acqua è pulita e non fredda
nonostante sia d'origine glaciale.
Molti massi, discreto dislivello, passaggi di
IV° alcuni di IV°+ con grosso volume d'acqua violenta. Alcuni passaggi da
visionare, zone di morta che permettono la discesa senza dover sbarcare.
Attenzione particolare la prestiamo ad alcuni salti e sbarramenti artificiali
per il forte ritorno che formano alla loro base. Luca si fa un brutto bagno su
una rapida parzialmente ostruita.
Purtroppo ci sono molti tondini di ferro
disseminati lungo il percorso perciò bisogna stare molto attenti. Ad una rapida
in forte dislivello Luca s'incastra con la coda tra due massi e rimane bloccato
in mezzo al fiume con la punta della sua canoa rivolta verso l'alto. Massimo e
Piero lo raggiungono e lo disincastrano con l'aiuto della corda.
Ancora passaggi
e rapide di IV° con grossi buchi e rulli. Si arriva a Molini dopo 2 ore di
pagaiata (5 Km.) Luca decide di non scendere le gole. Noi c'imbarchiamo dopo lo
sbarramento ed iniziamo la discesa delle gole.
Una volta entrati non si può più
uscirne, almeno per 3 Km. Il fiume scorre in un letto stretto da 5 a 8 m. fra
pareti ripide ed impervie, in caso di bagno bisogna evitare la perdita del
materiale (pagaia, canoa) causa impossibilità di uscita.
Un passaggio lo
trasbordiamo per il forte ritorno del rullo a tutto fiume (si sarebbe potuto
fare con uno imbragato sulla riva).
Tutti i passaggi sono visibili e
trasbordabili, per la maggior parte di essi uno di noi smonta dalla canoa,
guarda il passaggio e, sulle sue indicazioni si discende, poi quello che è sceso
dalla rapida per primo prosegue all'altro passaggio scende dalla canoa e indica
di nuovo dove scendere agli altri e così via. In questo modo siamo molto veloci.
Dalle pareti discendono cascate d'acqua polverizzata ed il nero delle pareti
contrasta con il colore bianco del granito dei sassi del fiume. Dopo 1.30 h.
arriviamo al ponte sospeso, ora ci aspettano 20 min. a piedi per risalire alla
strada. Una fatica che in ogni caso vale la discesa del fiume.